Più solide sono le radici piantate nel sottosuolo del passato, più rigogliosi i rami della nostra civiltà.

Il Salento o penisola salentina, corrisponde al tacco della nostra bella Italia e comprende i territori delle province di Lecce, Brindisi e Taranto e si protende per circa 120 km di lunghezza tra il Mar Ionio e il Mar Adriatico.
La superficie prevalentemente pianeggiante della penisola è interrotta di tanto in tanto dalla presenza di rocce carsiche, brulle (Serre salentine), in contrasto con il paesaggio circostante, caratterizzato da oliveti argentati, campi di grano dorati con chiazze di papaveri rossi e vigneti dai cromatismi differenti.

Le origine del nome sono molteplici e incerte e secondo alcune leggende, il nome salento deriverebbe da «sale», inteso come terra circondata da sale e quindi dal mare; o dal nome di alcuni coloni cretesi che si stabilirono in queste zone, chiamati «Salenti» perché originari della città di Salenzia; o ancora da un’alleanza stipulata «in salo», cioè in mare, fra i gruppi etnici che popolavano questa zona, gli Illiri, i Cretesi e i Locresi.

Sicuramente diversi popoli hanno abitato questa terra, lasciando, ognuno, preziose testimonianze:

  • l’Homo di Neanderthal, come testimoniano i graffiti e le pitture ritrovate nelle grotte, oltre a utensili di selce, dolmen, menhir;
  • i Messapi, provenienti probabilmente dall’Illiria;
  • i Romani, che attratti dalla posizione strategica per la conquista di Grecia e Balcani, hanno contribuito alla grande fioritura dei centri urbani;
  • i Longobardi, i Bizantini, i Normanni, gli Svevi e gli Angioini in lotta con gli Aragonesi con i quali nel 1480 inizia uno dei periodi più bui che culmina con l’eccidio degli otrantini ad opera dei turchi per aver rifiutato la conversione all’Islam. Risalgono a questo periodo le numerose torri di avvistamento Torre Minervino, Torre Specchia La Guardia, Torre Santa Cesarea, Torre Miggiano e molte altre.

“SALENTU: LU SULE, LU MARE, LU JENTU” … e non solo …

(Salento: il sole, il mare, il vento)

Questo modo di dire storico e dialettale riassume quelli che sono i tre elementi principali del nostro clima. Il sole caldo, radioso che infuoca l’estate ma mitiga l’ inverno, il mare dalle acque cristalline e poi i venti, scirocco e tramontana, che soffiano su questa splendida terra e che ci indicano quale litorale scegliere, ionico o adriatico, per fare i nostri bagni durante l’estate.
Ma il Salento non è solo sole, mare e vento ma anche patrimonio artistico e culturale, antichi riti e tradizioni legate al cibo, che ci aiutano a custodirne la memoria. Ed ecco che l’acciottolata strada romana, le chiesette sbrecciate e i tanti ruderi sparsi sul nostro territorio, i piatti tradizionali tramandati dalle nostre madri e nonne, come muti testimoni, si animano e acquistano valore arricchendo la nostra umanità.

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